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Itinerario enogastronomico in Valle Isarco

La Strada del Gusto si snoda fra le località di Chiusa, Velturno, Villandro, Barbiano e Laion. Ecco qualche suggerimento e un elenco di strutture in cui gustare dal vivo i suoi sapori.

Itinerario eno-gastronomico e culturale

Benvenuti

Le Alpi Centrali fanno da scudo alla Valle Isarco, che si estende dal Brennero fino a Barbiano. Un territorio vario che affascina per il suo paesaggio unico e particolare (471–3510 m) ricco di monumenti naturali, per i numerosi monumenti artistici, per le tre cittadine medievali Vipiteno, Bressanone e Chiusa, dove i famosi vini e i gustosi piatti della tradizione gastronomica sono in primo piano. Una valle dai contrasti e dai gusti forti! Seguendo l’itinerario della “valle del gusto” potrete scoprire una cultura millenaria cresciuta grazie all’incontro tra gli influssi alpini e mediterranei, potrete assaggiare la cucina regionale e assaporare i prodotti tipici.

Auguriamo ai nostri ospiti un soggiorno pieno di emozioni, stimoli e gusti nuovi seguendo le tracce del passato, un viaggio alla scoperta dei piaceri del palato attraverso il cibo e il vino. “Mahlzeit”, ovvero buon appetito, è la parola d’ordine per muoversi nella “valle del gusto” attraverso sapori e tradizioni eno-gastronomiche molto speciali. Le tappe del “gusto” che vi proponiamo sono state scelte con cura e seguendo criteri quali l’utilizzo di materie prime provenienti da allevamenti e produttori locali, l’ampia offerta di pietanze tipiche e una particolare attenzione per la scelta dei vini della Valle Isarco dell’Alto Adige.

Benvenuti in Valle Isarco

La primavera con i meleti in fiore, l’estate sulle verdi malghe di montagna, l’autunno colorato con il “Törggelen” e il bianco inverno sulle piste: la Valle Isarco ha molto da offrire durante tutto l’anno ed è il luogo ideale per vacanze per 365 giorni all’anno. Molti diari di viaggio raccontano di bellissime esperienze fatte, di giornate indimenticabili passate tra camminate, escursioni e soste golose, di visite interessanti, ma anche di ristoranti e trattorie da consigliare sia per una cena romantica o per uno spuntino genuino. Con questo itinerario vogliamo condurrvi attraverso uno di questi diari di viaggio, magari facendovi ricordare posti già visti in Alto Adige oppure facendovi venire voglia di scoprire luoghi e gusti nuovi in Valle Isarco.

Il paesino di Laion, che sovrasta l’inizio della Val Gardena, è caratterizzato dall’imponente chiesa parrocchiale che si trova sul punto più alto del paese con una grande piazza attorniata da antichi masi e trattorie storiche. Da qui la vista è unica: sotto la valle principale, poi le Dolomiti della Val Gardena, verso nord tutta la corona delle Alpi Breonie. A Laion si trova anche il maso “Vogelweiderhof”, che secondo la tradizione, ha dato i natali al menestrello medievale Walther von der Vogelweide. Sul lato opposto della vallata principale si scorge il paesino di Barbiano. Caratteristica è, al centro del paese, la parrocchiale con la sua torre pendente. Poco sopra, in una piccola radura, si riconosce la frazione Trechiese con le antiche chiesette, tre per l’esattezza, incastonate l’una nell’altra, costruite tra il XIII e il XVI secolo su un antico luogo di culto precristiano, dove sgorga anche una fonte miracolosa. Poco sotto Laion la valle è dominata dal Castel Trostburg/Forte, antica residenza dei Conti di Wolkenstein, di cui uno dei discendenti fu il famoso trovatore medievale Oswald von Wolkenstein. Il castello si raggiunge a piedi da Ponte Gardena percorrendo un antico sentiero lastricato. Grazie ai due illustri menestrelli e trovatori, esponenti di spicco della cultura medievale tedesca, Chiusa ha sempre attratto artisti e poeti, che sulle rive dell’Isarco, nelle strette stradine, nelle case dal tetto spiovente e con gli “erker” trovarono l’ispirazione per le loro opere. La cittadina si trova nel fondovalle e trae il suo nome dall’evidente posizione geografica. Su una scoscesa rupe di diorite, sopra Chiusa, troneggia arditamente il convento di Sabiona, che fino alla fine del X secolo fu sede del vescovado, poi trasferito a Bressanone. L’attuale convento di monache benedettine fu costruito nel 1685 sulle fondamenta della fortezza di Sabiona, andata distrutta in un incendio. I castagneti e i vigneti che ricoprono i pendii formano una suggestiva corona attorno alla cittadina, immortalata grazie al suo aspetto medievale e alla sua atmosfera leggiadra dal grande artista tedesco Albrecht Dürer nella sua opera “La grande fortuna”. Fonte d’ispirazione per buongustai all’entrata del borgo di Chiusa è l’

Karlheinz Falk, gestore dell’hotel, è uno degli chef più rinomati dell’Alto Adige ed è in prima persona il regista di una cucina ...

Salendo da Chiusa si arriva al paese di Villandro, conosciuto non solo per le sue strette viuzze rimaste tali e quali come immortalate in un dipinto dell’artista tirolese Franz Defregger, ma anche per le sue antiche e una volta ricche miniere d’argento, che resero il paese di Villandro noto nel Medioevo. Oggi la visita alle miniere dismesse è una vera avventura. Dal paese la strada prosegue fino all’Alpe di Villandro, uno degli altipiani più suggestivi con una vista panoramica eccezionale sulle Dolomiti. L’altipiano è un vero e proprio paradiso per escursionisti. Ritornati nel centro storico del paese, buongustai fanno tappa nell’antica residenza

Hotel Ristorante Castel Steinbock S. Stefano 38 - Villandro
In questa residenza storica dalle eleganti “stube” secolari e dalla nuova lounge con giardino e vista panoramica, il gusto diventa ...

In auto o a piedi, la Valle Isarco offre una grandissima varietà di gite ed escursioni, che hanno come protagonisti le stagioni e i paesaggi così diversi e così emozionanti. Una di queste fantastiche escursioni porta attraverso prati e boschi da Laion a Gudon: passando per il casale di Fraina, la cappella di San Rocco, arriviamo ad una residenza situata nel verde, meta per buongustai.

Albergo Ansitz Fonteklaus Freina 72 - Chiusa
L’antica residenza, già castello di caccia, è un luogo pieno di storia. Oggi Castel Fonteklaus offre vacanze serene e piene di piaceri e ...

Proprio sopra l’ingresso della Val di Funes, si scorge tra la folta corona di boschi di latifoglie ergersi il campanile della chiesa di Gudon. Mentre il fondovalle è già avvolto dalle ombre crepuscolari, quassù il sole accende le cime dei monti di bagliori dorati. Grazie alle numerose colline che caratterizzano il paesaggio, Gudon si è meritato il soprannome di “paese sulle sette colline”. Nel centro medievale di Gudon sorge un locale tipico della Valle Isarco:

Ristorante Turmwirt Gudon 50 - Chiusa
Un’accoglienza di classe vi attende nella vecchia residenza del cancelliere. Concedetevi le specialità stagionali della casa in una ...

Sul lato opposto, verso est, proprio sotto Gudon si apre la Val di Funes, una delle valli dolomitiche, le cui cime, quelle del Gruppo delle Odle, sono tra le più fotografate. Una volta imbiancate dalla neve oppure rosse di fuoco al tramonto, le guglie frastagliate e le vette marcate sono il simbolo di questa piccola e caratteristica vallata. L’aria limpida e pura e il silenzio rappresentano valori inestimabili, interrotti. I piccoli paesini con i prati curati tutt’attorno, le singole frazioni sparpagliate tra le montagne con i tradizionali masi rendono così unico questo paesaggio. Ed è proprio qui che consigliamo due tappe, una a mezzogiorno e una magari per cena.

Ristorante Pitzock mangare & bere S. Pietro 106 - Val di Funes
PITZOCK mangiare & bere, è un locale un po’ diverso dal solito. Lo chef Oskar Messner aggiunge ai piatti tradizionali la propria nota ...
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